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“Risolvo i problemi alla spalla e torno a vincere”: la promessa di Alessia Filippi

PESCARA, ITALY - JUNE 30:  Alessia Filippi of Italy is seen prior the women's 800 m freestyle final during the XVI Mediterranean Games on June 30, 2009 in Pescara, Italy. (Photo by Getty Images/Getty Images)

Per una campionessa che continua a vincere, ce n’è un’altra che piange lacrime di rabbia per un Europeo che poteva essere e non è stato. Alessia Filippi, infatti, ha concluso in anticipo l’avventura di Budapest, eliminata in batteria nei 200 dorso, gara che la rivelò ai Mondiali 2005. Ma fu soprattutto dagli Europei del 2006 che ebbe inizio la sua sfolgorante carriera: l’oro nei 400 misti (prima nuotatrice italiana a vincere il titolo continentale),l’argento olimpico negli 800 stile libero a Pechino e l’oro mondiale nei 1500 conquistato nella sua Roma.
Una stagione sfortunata per Alessia, iniziata male con il quinto posto nei 400 stile libero, la rinuncia ai 400 misti agli Euroindoor di Istanbul e una brutta borsite alla spalla scoperta ad aprile dopo la risonanza magnetica. La 23enne romana dell’Aurelia Nuoto Unicusano sapeva, quindi, di rischiare una figuraccia, ma, orgogliosa e determinata com’è, ha deciso di tentare lo stesso, nuotando col cuore e la testa, che però non sono bastati.
La tricampionessa europea, ora in vacanza per riprendersi da un anno proprio nero terminato nel peggiore dei modi, non ha però alcuna intenzione di arrendersi, come rivela il suo sfogo subito dopo l’amara delusione. “Bisogna prendere il bene e il male come in una storia d’amore: non è che si molla quando per una volta va male, io sono una tosta, una dura: certo non avrei mai immaginato di uscire in batteria. Sarebbe stato troppo facile starmene sul divano a vedere le gare e invece ho voluto scommettere su di me.
Sono partita convinta, come al solito, ma ai 150 metri ho accusato una flessione fisica evidente e ho perso fluidità e spinta. Per me, che generalmente preparo misti, 800 e 1500 e che sono abituata a reagire alla fatica, è una sensazione inusuale che giustifico solo con la mancanza di allenamento dovuta al problema persistente alla spalla destra e io per rendere al massimo, ho bisogno di nuotare di più e con maggior ritmo. Abbiamo puntato tutto sui 200 dorso perché è una gara che necessita di carichi di lavoro diversi e più leggeri rispetto al fondo, ma non sono riuscita a ottimizzare il lavoro svolto nell’ultimo periodo. Mi prendo tutte le responsabilità: qui ho voluto provarmi”.

Il futuro di Alessia
La parola d’ordine per l’azzurra è tornare subito a vincere, non prima di aver risolto il problema alla spalla per ricominciare ad allenarsi con continuità, senza il timore di sentire dolore. Si parla anche di un possibile “passaggio del testimone” dal tecnico Cesare Butini al suo primo allenatore, Riccardo Pontani. In realtà sono solo voci, che la Filippi non conferma, anche perché non ha ancora fatto la sua scelta: “Prima devo parlarne con Cesare che mi sopporta e aiuta 5 ore al giorno e col quale ho vinto tantissimo. Mi pare un atto dovuto e di rispetto, ora non sono lucida per prendere decisioni da sola, sono troppo confusa”. E del resto è l’atleta che deve decidere il dafarsi per poter conseguire i risultati di un tempo, come afferma lo stesso Butini, tecnico federale, responsabile dei progetti rosa per Londra: “ Cosa le consiglierei? È Alessia che deve crederci, io posso solo darle consigli. Ad esempio se a Roma ci fosse un centro federale, lei diventerebbe un punto di riferimento”. Di sicuro, l’immagine che rimarrà impressa dell’Europeo della Filippi è l’abbraccio del suo tecnico scambiato nel gazebo italiano della vasca di riscaldamento, che potrebbe sembrare il commiato a un rapporto già interrotto una volta e poi ripreso nel 2007, oppure è soltanto il gesto consolatore di un allenatore diventato ormai quasi un padre.

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